La scatola, la bustina, il maglione di Emanuele Cantoro
Castello Magico Fisher Price, Puzzones, MicroStars.
Questo desideri da piccolo.
Roba che tra qualche anno sarà già su Archeoplastica.
Crescendo pretendi di più, e chiedi al “Babbo Natale di Nonna” un telefono, o una console. All’inizio non ci fai caso, poi inizi a capire che le scatole grandi sotto l’albero sono quasi sempre le tue. Appena ti sembra di capire come funziona, i tuoi scatoloni grandi diventano una bustina, di quelle che si usano per i bigliettini.
Striminzita ma preziosa.
Dopo la prima bustina con uno o più cinquantoni all’interno, e il primo entusiasmo di avere la possibilità di gestire dei soldi da solo, l’entusiasmo svanisce, e l’anno dopo, e quello dopo ancora, nemmeno guardi più sotto l’albero.
(Se sei costretto a regalare dei soldi, consigli qui)
C’è un periodo di tempo in cui inizi a pensare a come spendere quei soldi già prima di vederli, perché ormai i regali te li fai da solo.
Non voglio sminuire il valore dei soldi (e nemmeno dire che sono tutto), ma dopo il periodo “imprenditore” viene quello che sto vivendo adesso.
Quest’anno, se riceverò dei soldi mi comprerò un umile paio di scarpe, sperando che possano durare il più possibile, e un seghetto alternativo da 40 euro su Amazon, per poter fare l’omone vero e duro che lavora il legno nella sua cantina.
Un omone che ha bisogno di sorprese, non a caso, con i suoi amici ha ricominciato a comprare ovetti kinder per collezionare tutti gli animali della collezione “Natoons”.
Un omone che sicuramente sarà in grado di controllarsi e di non buttare i soldi in Puzzones solamente perché cercando le immagini ne ha trovati molti ancora in vendita. Un omone che non sta indirettamente dicendo agli amici cosa vuole per natale.
(PS: se dovessi ricevere solo Puzzones quest’anno, lo considererò un successo, ma se arriveranno dei doppioni non intristitevi se riciclerò il regalo)
I desideri cambiano, e la nostra letterina a Babbo Natale, a Santa Lucia, o chi per loro, oggi sarebbe diversa.
Caro Babbo Natale, Santa Lucia, o chiunque voglia farmi un regalo,
Non ho desideri particolari, non chiedo niente di specifico, perciò spero comprenderete se quest’anno non vi prometto di fare il bravo.
La pace nel mondo e tutte quelle cose sta volta le voglio davvero, ma sono disilluso.
Mi piacerebbe ricevere dei calzini orrendi, delle padelle.
Una maglietta che non metterei, un libro solamente carino ma niente di che.
Mi piaceva quando mia nonna la domenica mi diceva “ti ho preso questo al mercato”, e tirava fuori guanti senza dita con una placca metallica di Naruto, che non ho mai guardato, e che irrimediabilmente avrebbe portato i guanti ad una scontata autodistruzione. Ero contento!
Mi piace che mia madre stia provando di nuovo a regalarmi maglioni, a capire cosa mi piace. Sono contento!
Mi mancano quei regali che dicono “Sto cercando di capirti, ti voglio bene e mi interessi. Anche se sbaglio, e quest’anno ti regalo dei calzini antiscivolo che non usi dalle medie, ho un altro anno durante il quale continuerò a starti vicino. Tra un anno ti darò di nuovo una prova che mi interessi, e che voglio capirti, magari con dei calzini antiscivolo più adulti, con dei calzini normalissimi a righe, anche un po’ da vecchio, oppure con dei Puzzones”.
Cara Santa Lucia, Babbo Natale, o chiunque tu sia, se hai voglia di farmi un regalo, fammelo. Altrimenti andrà bene lo stesso, non devi per forza.
Dai, fate la bustina e via, su.
Grazie,
Emanuele.

Fino al 13 di Mariagiulia Pedrotti
Come ogni dicembre che si rispetti anche quest’anno è partita la missione anti accecamento.
È da quando ho memoria che ogni anno mi organizzo al massimo per evitare che i miei occhi non vengano carbonizzati dall’unica persona al mondo che mi rende tanto contenta quanto impaurita.
Non so se mi spiego, capisco che finora molti non si sono ancora resi conto del periodo di cui io sto parlando.
Forse non tutti sanno che dall’1 dicembre fino al 13, c’è la grande probabilità che si possa sentire il dolce suono di un campanellino, che in me provocherà solo angoscia.
Sto parlando della campanella di Santa Lucia, che può arrivare in ogni momento della giornata: colazione, intervallo, pranzo, prima merenda, seconda merenda e cena.
Può essere ovunque!
Santa Lucia è vestita con una lunga vestaglia azzurra e sbrilluccicante, un velo bianco semi trasparente che le copre il volto.
Sulla mano destra regge un vassoio con i suoi occhi che le furono tolti dalla testa e con la mano sinistra stringe la corda di Gigio, il suo asinello volante che la accompagna in ogni dove.
Si dice in giro che lanci cenere in faccia a tutti i bambini e le bambine troppo curiose, che fanno di tutto per vederla quando arriva nelle case a ritirare la letterina oppure per sorprenderla quando porta i regali a loro destinati.
Non si può prevedere il suo arrivo, a volte te lo senti dentro come quando la maestra Chiara ti interroga a sorpresa in inglese, ma è solo un caso.
Bisogna organizzarsi bene per superare questo periodo dell’anno.
Prima di tutto, il consiglio che posso dare è quello di mettersi ogni giorno, a partire dall’1 fino al 13 di dicembre, una felpa col cappuccio in modo da coprirsi la testa e il volto ogni volta che passa a salutare.
Può succedere a scuola, a casa, in palestra o nelle vie del paese.
É veramente importante consegnare la letterina dei nostri desideri, insieme alla ciotola con della farina per Gigio e qualche biscotto, prima del 10 dicembre così Santa Lucia sarà in grado di organizzarsi per recuperare i regali che desideriamo! (Solo se siamo stati bravi)
Poi non rimane altro che aspettare, sarà una lunghissima attesa.
Ogni anno penso sempre che la paura si faccia meno prepotente nella mia testa... ma ogni volta che sento quel campanellino mi vengono i brividi...
Quest’anno io l’ho già sentito 3 volte.
The brave and the Boldi di Lorenzo La Neve
Massimo Boldi (sui social, almeno) è l’unico anziano rincoglionito che riesce a non farti pietà in nessun modo.
Anzi, Massimo Boldi sui social è l’unico anziano rincoglionito che riesce a farti ridere senza cringiare.
Anzi, Massimo Boldi sui social è l’unico anziano rincoglionito che riesce a farti ridere citando sé stesso. Quello lo fa anche Maurizio Battista, però. Che non è anziano.
Massimo Boldi è l’unico anziano.
I cinepanettoni sono un regalo, se vogliamo usare il termine “regalo” nella sua accezione più ampia. Sono un qualcosa che viene donato a qualcuno da qualcun altro. Il primo qualcuno si fa pagare, certo, ma molto spesso tra qualcuno e qualcun altro c’è un terzo tale che paga per donare al qualcun altro. Sembra complicato, ma se lo rileggete lo è ancora di più.
Gli amici di Profondissima mi hanno raccontato che il tema della newsletter sono i regali di Natale e come è cambiata la loro percezione nel tempo. Credo che i cinepanettoni siano un caso studio interessantissimo, da questo punto di vista.
Prova a pensarci: nell’epoca d’oro dei cinepanettoni, quella tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000s, avrai avuto tra i cinque e i quindici anni. Un range di età che ti permette non solo di cogliere al meglio certe sfaccettature del mondo circostante, ma di memorizzarne per sempre l’impronta emotiva. È il motivo per cui se apri una console Nintendo a sei anni e a ventiquattro l’emozione sarà la stessa, ma la sensazione di quando la scarti da piccolo te la porti avanti per sempre. Questo, appunto, per la fortissima memoria emotiva di quegli anni.
Alla luce di ciò: ricordi le sensazioni di quando usciva un nuovo cinepanettone? Se ci pensi bene, riesci a risentire i commenti stizziti dei vostri genitori (o degli zii, o di chi volete: tutti avevamo almeno un parente che li schifava), le disamine sul degrado culturale, gli esempi di grandi pellicole del passato che “un tempo il cinema italiano era il più invidiato del mondo”?
Ecco. Chiudi gli occhi, concentrati sul tuo respiro. Torna a quei giorni, ricorda quelle sensazioni.
Ora riaprili e pensa al sentire comune che c’era in giro quando è stato annunciato Amici Come Prima, il film che ha segnato il ritorno sulle scene di Christian De Sica e Massimo Boldi, insieme, dopo tanti anni e vicissitudini. Ecco.
Non so tu, ma non ho ritrovato nulla dell’astio collettivo che c’era (nonostante i fiumi di incassi) per questi film una ventina d’anni fa. Tutto il contrario. Questo, però, non solo intorno a me: non l’ho trovato DENTRO di me. Voi direte che è il fattore nostalgia. E qua vi frego.
Questo perché io, prima del 2016, non avevo mai visto un cinepanettone per intero. Mai. Eppure, quando ho saputo che i due stavano per tornare, ho avuto un sussulto. Perché, per Dio, perché???
La risposta è una: Kaukokaipuu. Questo termine finlandese indica la nostalgia di un posto in cui non si è mai stati.
E io, come credo anche tu, in una Cortina dove gli yuppies regnavano incontrastati, in un Egitto dove le bende delle mummie sono carta igienica, o a un concerto del rapper Vomito, non ci sono mai stato.
Kaukokaipuu.
I 10 MIGLIORI NATALI : UN'INDAGINE A POSTERIORI di Martino Petrella
Che bello il Natale! Ragazzi, non c'era sensazione migliore di svegliarsi la mattina il 25 dicembre e sapere che nel salone ci sono tanti regali che ti aspettano! L'aria frizzante, il fiato corto, l'emozione che solo in quel contesto si può provare.
Ma allora perché adesso mi fa schifo!? Perché ogni giorno che mi avvicina al santo Natale è come una coltellata dritta in petto? Non mi capacito di quanto ormai questa festività porti con sé soltanto una caterva di malesseri. Sia chiaro, non voglio affatto interpretare il ruolo di pecora nera, di Bastian Contrario che odia il Natale perché è "cool", della serie "oh mio dio, sei così diverso dalla massa di allocchi che riempie le vie del centro per fare insulsi regali ai parenti, sei così affascinante, ti prego fammi tuo". Niente di tutto questo. In verità mi dispiace molto. Mi dispiace non vivere più il periodo natalizio con gioia e partecipazione, contare i giorni che mi separano dalla mattina dei regali, scartare i doni e guardarli con sgomento per ore e ore. Non è giusto!
Magari è così per tutti. Non so, non ci credo, se fosse davvero così nessuno avrebbe più voglia di festeggiare. E invece tutti sembrano aderire completamente alla causa. Forse non dovrei aggrapparmi così disperatamente a sensazioni che appartengono al passato, che chiaramente non riuscirei più a ottenere.
Però questa cosa non mi va giù. Devo capire cosa è andato storto. Quando ho smesso di amare il Natale? Cosa è successo alla mia innocenza? Ma c'è mai stata un'innocenza? È tempo di ripescare nei miei ricordi più profondi, mettere in ordine i momenti più rappresentativi e venire a capo una volta per tutte di questo martellante e insopportabile interrogativo.
I 10 MIGLIORI NATALI
1 - Quando avevo due anni, I miei genitori avevano deciso di passare la vigilia a Pantelleria. Non ricordo bene perché, non abbiamo parenti da quelle parti. Il pomeriggio del 24 prendiamo l'aliscafo da Marsala. Partiamo regolarmente ma verso metà strada qualcosa va storto. L'imbarcazione si ferma, non sembra volerne sapere di ripartire. Un guasto al motore dicono. Tra i passeggeri cominciano a montare ansia e preoccupazione. Il vociare si fa sempre più forte e non passa molto tempo prima dell'arrivo delle prime crisi isteriche. Diverse volte risuona dagli altoparlanti la voce del capitano che informa di stare avvertendo i soccorsi per venirci a trainare. Dopo il quarto annuncio, sempre uguale, gli umori si fanno più neri della pece. Urla e lamentele rimbalzano freneticamente per la cabina. L'aliscafo si trasfigura sempre più in un girone infernale. Sono le otto di sera quando il capitano annuncia di non aver ancora ricevuto alcuna risposta. La sua voce tradisce una calma e un rigore ormai perduti. I miei genitori mi rifugiano in un fortino fatto dei nostri bagagli mentre si consuma la prima rissa.
Dopo un tempo indefinito nel quale ero riuscito a schiacciare un pisolino mi guardo intorno. Bagagli ovunque, sparsi e calpestati. In fondo alla sala una pozza di liquidi non meglio identificati emana un odore acre e penetrante. Lì accanto il capitano in canottiera e bermuda sta intonando "Last Christmas" a gran voce. Da quel momento la mia memoria comincia a perdere pezzi. Ricordo solo che il giorno di Santo Stefano ci troviamo a Hammamet in Tunisia (a quanto pare la corrente ci aveva portato fin là) dove mia madre sta litigando con un addetto alla biglietteria del porto per farci imbarcare nel primo traghetto per la Sicilia. Quell'anno ricevo un pupazzo di Toy Story.
2 - A cinque anni mia madre mi porta a casa di parenti sconosciuti fino a quel momento. Un certo zio Umberto, del quale ero stato diffidente sin dall'inizio della cena, mi offre della grappa cercando di convincermi che mi avrebbe fatto digerire. La mattina del 25 ho non pochi problemi di salute.
Ricevo per regalo un blocco gigante per disegnare, dei pennarelli e una pista delle Hot Wheels.
3 - Ho dieci anni. Non siamo partiti come nostro solito perché ho la febbre. Mia madre è andata da dei suoi amici a Cesena e io e mio padre rimaniamo a casa. I nonni non ci sono perché sono partiti in crociera. Nonostante il desolante incipit mio padre è di buon umore e cerca di tirarmi su il morale con spettacoli di ombre cinesi nei quali puntualmente i protagonisti muoiono nei modi più impensabili. Per regalo ricevo un cofanetto della terza stagione de "I Griffin".
4 - i miei sono via per motivi ancora oggi non chiari. Passo il Natale dai miei nonni, che invitano vari amici, tra cui un certo Sandro, che non rivedrò mai più. Durante il pranzo del 25 mi racconta una serie di storie sulle sue battute di pesca. Ricevo in regalo un coltello a serramanico, sempre da Sandro. Ho undici anni.
5 - Ho quattordici anni, mi sono appena fidanzato. Insisto per passare il Natale a casa della mia ragazza. I miei sono devastati ma alla fine accettano. I parenti di lei sono strani e mi sembra facciano di tutto per non rivolgermi la parola. Ciò nonostante mi regalano un portafoglio di pelle con inciso lo stemma della loro ormai decaduta famiglia nobiliare. Il loro cane Lina mi mangia una scarpa. Lei mi ha lasciato due mesi dopo.
6 - La mattina del 24 i miei mi portano a sorpresa a un luna park itinerante. Girando per le giostre faccio amicizia con una certa Ilaria, con la quale disquisisco di luna park nei quali sono stato in passato. Lei mi lascia la sua e-mail e il giorno seguente dopo pranzo ricevo il suo primo messaggio. Mi racconta cosa ha mangiato. Io le racconto che i miei genitori si sono arrabbiati con mio nonno per avermi fatto conoscere Sandro, cosa a quanto pare rimasta segreta fino a quel punto. Le racconto anche di aver ricevuto in regalo la Nintendo Wii. Qualche volta ci scriviamo ancora, lei ha sempre la stessa e-mail dopo 16 anni.
7 - Mia madre mi porta per le vacanze in Val D'Aosta. Passiamo il tempo con Cristina, una sua amica, diceva lei. Non l'ho più rivista da allora. Andiamo quasi sempre a cena fuori in ristoranti sfarzosi e opulenti. A Natale mia madre mi regala un iPod nano. Tornati a casa mio padre si innervosisce ogni volta che nomino Cristina. Smetto dopo poco tempo di nominarla.
8 - Conosco finalmente Babbo Natale. Lo incontro dal parrucchiere con mia madre. Lei passa tutta la cena del 24 a cercare di farmi capire che non si trattava del vero Babbo Natale ma io non le credo. Quell'anno da noi ospitiamo Enrico, un amico di mio padre, temporaneamente senza casa. Lui mi regala un'armonica a bocca che anni dopo in uno scatto d'ira lancio dalla finestra per poi pentirmene subito dopo. Mi piaceva quell'armonica.
9 - La mia famiglia e quella di Luca, un mio amico delle medie, decidono di festeggiare il Natale insieme. Andiamo in una villa affittata nei pressi di Capalbio. Luca ha una sorella più piccola che non fa altro che farmi i dispetti. Io e Luca decidiamo di fargliela pagare e prima di
andare a dormire impicchiamo la sua bambola sulla porta di casa. La mattina del 25 alla vista di tale spettacolo lei inizia a piangere a dirotto e io e Luca ce la ridiamo sotto i baffi, fino a quando loro padre ci fa una sfuriata mai vista prima. Non riceverò i regali (un disco dei Linkin Park e uno zaino) fino al 6 gennaio ma ne è valsa la pena.
10 - Decidiamo di raggiungere dei lontani parenti a Urbino, dopo anni di inviti senza risposta. Lo scorso Natale ero stato dalla mia (ormai) ex ragazza e i miei si raccomandano mille volte perché io ci sia.
Quando arriviamo zia Giorgia (mi pare si chiamasse così) ci accoglie con grande giubilo e ci fa vedere la casa. Arriva l'ora di cena e ancora non si vede zio Sergio, del quale i miei mi avevano parlato. Nessuno accenna alla sua mancanza ma la bontà delle pietanze offusca ogni mia volontà di sapere. Il 25 zia Giorgia mi prende da parte e mi dà una busta dicendomi che è da parte sua e di Sergio. È la prima e unica volta che verrà nominato durante la vacanza. Nella busta c'è un biglietto aereo per Lisbona, andata e ritorno. La ringrazio calorosamente. L'andata è prevista per il 14 marzo. Il biglietto di ritorno non l'ho più usato.
La Vera VERITÀ di Júlia Ventura Bruguera per “Fonda Prossimi”
(Profondissima, 2022)
Regalo:
Stampa, ritaglia, piega e incolla la casa di marzapane di carta di Natale di Mariagiulia Pedrotti realizzata con la tecnica del pennarello a sputacchio.
EXTRA
Discovering Santa Lucia
Video avvistamento di Santa Lucia nel comune di Sant’Orsola Terme
Il video più semplice e inquietante a tema Santa Lucia
segue una serie di foto, risultato di una ricerca iconografica sugli avvistamenti di Santa Lucia in in Italia, in ordine dall’apparizione più Italo-tipica alla più, direi, vera :
(chiedo scusa per la qualità delle immagini ma è un po’ come gli avvistamenti degli ufo, quando ti ci trovi di fronte hai sempre solo un Nokia del 2000 per fotografare l’apparizione)
I want to believe.
A proposito di Apparizioni.
Sigaretten lancia la campagna per il tesseramento.
La tessera oltre ad essere un bel distintivo da poliziotto della cultura e del buon gusto, da tenere nel portafogli e mostrare all’occorrenza, ti garantirà di accedere in anteprima alle nuove pubblicazioni, e nel tempo ti riserverà anche altri trattamenti d’onore.
In regalo con la tessera c’è un oggetto a cui non si pensa mai, ma in questo periodo dell’anno ne rimediamo da farmacie o da contesti molto casuali, senza curarci troppo del fatto che ci farà compagnia per un anno intero.
Cogliamo l’occasione.
Distintivo polizia della cultura e del buon gusto + Calendario disegnato con frasi dei migliori poeti rupestri.
Il calendario giornaliero in omaggio contiene 365 frasi avvistate sui muri di tutta Italia e 365 disegni avvistati sui libri Sigaretten.
Con i disegni tra gli altri di Max Baitinger/ Beatrice Bandiera/ Emanuele Cantoro/ Anna Dietzel/ Gabriella Giandelli/ Jul Gordon/ Emiliano Gori/ Flavio Marziano/ Davide Minciaroni/ Stefano Ricci/ Ruppert & Mulot/ Rebecca Valente/ Benedetta C. Vialli
Se anche solo per un attimo hai pensato di essere un poliziotto della cultura e del buon gusto saprai già che questi disegni che vivono nel calendario hanno un respiro e una vita più grande altrove.
Se sei un bravo poliziotto sai dove trovare quello che ti serve,
e ti serve:
Distintivo
Pistola
EXTRA EXTRA
Ci sentiamo con l’arrivo dell’anno nuovo.
Mi raccomando fate i bravi,
che noi no.
CIAO!















































